La barriera chimica contro l’umidità di risalita è un sistema di risanamento delle murature che contrasta la risalita capillare dell’acqua proveniente dal terreno. L’intervento consiste nell’introdurre nella parte bassa della muratura specifici prodotti idrofobizzanti, creando una barriera orizzontale che ostacola la risalita dell’acqua attraverso i capillari del muro.
Drywallsystem opera nel settore del risanamento delle murature dal 1979 e realizza interventi professionali contro l’umidità di risalita mediante sistemi di iniezione. La corretta realizzazione della barriera chimica deve essere preceduta dalla valutazione della muratura e delle cause dell’umidità, così da definire modalità di intervento e materiali più appropriati.
Cos’è la barriera chimica contro l’umidità di risalita?
La barriera chimica è una tecnica utilizzata per contrastare l’umidità di risalita capillare nelle murature. Il principio consiste nel realizzare, alla base del muro, una zona idrofobizzata capace di interrompere la migrazione dell’acqua verso l’alto attraverso i pori e i capillari dei materiali da costruzione.
L’intervento viene eseguito praticando una serie di fori nella muratura e introducendo al loro interno un prodotto specifico per il trattamento dell’umidità ascendente. Una volta distribuito nella sezione interessata, il prodotto modifica il comportamento della muratura nei confronti dell’acqua e crea la barriera chimica orizzontale (anche chiamato taglio chimico).
Perché l’umidità risale nei muri?
L’umidità di risalita si verifica quando l’acqua presente nel terreno viene assorbita dalla muratura e risale attraverso i pori e i capillari dei materiali da costruzione. Il fenomeno interessa soprattutto le murature a contatto con il terreno prive di un’efficace barriera contro la risalita capillare o nelle quali la protezione esistente non svolge più correttamente la propria funzione.
La presenza continua di acqua nella muratura può provocare aloni, distacco degli intonaci, efflorescenze saline e deterioramento delle finiture. Per questo è importante individuare correttamente l’origine dell’umidità prima di scegliere il sistema di risanamento.
Come si realizza una barriera chimica contro l’umidità di risalita?
La realizzazione di una barriera chimica contro l’umidità di risalita prevede l’introduzione nella muratura di specifici prodotti idrofobizzanti, con l’obiettivo di creare una zona continua capace di contrastare la risalita capillare dell’acqua.
Il procedimento deve essere adattato alle caratteristiche e allo spessore della muratura. Nel sistema professionale utilizzato da Drywallsystem, l’intervento viene eseguito attraverso una sequenza precisa di operazioni: foratura della muratura, inserimento degli iniettori (anche chiamati packer) e iniezione del prodotto.
1. Foratura della muratura
La prima fase consiste nella realizzazione di una serie di fori alla base della muratura, disposti secondo un’interasse definito in funzione delle caratteristiche del muro e del sistema di iniezione utilizzato. I fori permettono di raggiungere la zona nella quale deve essere distribuito il prodotto per creare la barriera contro la risalita capillare.
Prima dell’intervento vengono valutati spessore, tipologia e condizioni della muratura, elementi fondamentali per stabilire profondità e modalità di foratura.
2. Inserimento degli iniettori da iniezione o packer (injection packer)
Nei fori vengono inseriti appositi iniettori da iniezione, chiamati anche packer (injection packer, in inglese), che consentono di introdurre il prodotto all’interno della muratura in modo controllato. Gli iniettori costituiscono il punto di collegamento tra la muratura e l’attrezzatura utilizzata per l’iniezione.
Nel sistema professionale Drywallsystem, l’impiego dei packer permette di eseguire l’iniezione a pressione e di favorire la distribuzione del prodotto all’interno della sezione muraria, limitandone la fuoriuscita durante il trattamento.
3. Iniezione del prodotto e formazione della barriera chimica
Attraverso i packer viene iniettato nella muratura il prodotto DWS 1000, formulato per il trattamento professionale dell’umidità di risalita. L’iniezione permette al prodotto di distribuirsi all’interno della sezione muraria e di interessare la rete di pori e capillari attraverso cui l’acqua tende a risalire.
Il trattamento determina la formazione di una barriera chimica idrofobizzante che contrasta la migrazione capillare dell’acqua dal basso verso l’alto. Dopo l’intervento, la muratura può avviare un progressivo processo di asciugatura, i cui tempi dipendono dallo spessore del muro, dai materiali, dalla quantità di umidità presente e dalle condizioni ambientali.
Quanto dura una barriera chimica contro l’umidità di risalita?
Una barriera chimica correttamente realizzata è un intervento progettato per contrastare l’umidità di risalita nel lungo periodo. Drywallsystem opera nel settore dal 1979 e vanta quindi 47 anni di esperienza negli interventi contro l’umidità di risalita, con barriere chimiche realizzate nel corso di quasi mezzo secolo.
L’esperienza maturata sul campo dimostra quanto siano determinanti la corretta diagnosi, la scelta del prodotto, la tecnica di iniezione e la continuità della barriera all’interno della muratura. Non è infatti sufficiente praticare dei fori e introdurre un prodotto: il trattamento deve interessare adeguatamente la sezione muraria per contrastare la risalita capillare dell’acqua.
È inoltre importante distinguere la durata della barriera chimica dai tempi necessari per l’asciugatura. Una volta interrotta la risalita capillare, l’acqua già presente nel muro deve essere progressivamente smaltita: per questo il processo di asciugatura della muratura richiede tempo e varia in funzione dello spessore, dei materiali e delle condizioni ambientali.
La barriera chimica contro l’umidità di risalita funziona davvero?
Sì, la barriera chimica può contrastare efficacemente l’umidità di risalita, a condizione che il fenomeno sia stato correttamente diagnosticato e che l’intervento venga eseguito con prodotti e tecniche adeguati alle caratteristiche della muratura.
Il principio consiste nel creare all’interno del muro una zona idrofobizzata continua che ostacola la risalita capillare dell’acqua. Per ottenere questo risultato sono determinanti la corretta disposizione dei punti di iniezione, la quantità e la distribuzione del prodotto e la conoscenza della struttura della muratura.
Drywallsystem realizza barriere chimiche dal 1979 e ha maturato 47 anni di esperienza nel trattamento dell’umidità di risalita. Proprio l’esperienza sul campo è importante perché non tutte le murature sono uguali e la procedura deve essere valutata in funzione delle condizioni effettive dell’edificio.
Su quali muri si può realizzare una barriera chimica?
La barriera chimica contro l’umidità di risalita può essere realizzata su diverse tipologie di muratura, ma la modalità di intervento deve essere stabilita in funzione della struttura del muro, dei materiali che lo compongono e del suo spessore.
Murature in mattoni pieni, pietra o murature miste possono presentare caratteristiche molto differenti per porosità, presenza di vuoti e capacità di assorbimento. Prima di procedere è quindi necessario valutare attentamente la muratura per definire schema di foratura, sistema di iniezione e quantità di prodotto più appropriati.
Nei muri particolarmente spessi, irregolari o costituiti da materiali eterogenei, la corretta distribuzione del prodotto assume ancora maggiore importanza per ottenere una barriera continua contro la risalita capillare.
Barriera chimica con iniezione a pressione
Nell’intervento professionale Drywallsystem, il prodotto per la barriera chimica viene introdotto nella muratura mediante iniezione a pressione attraverso appositi packer. Questo sistema consente di controllare l’immissione del prodotto e di favorirne la distribuzione all’interno della sezione muraria.
L’obiettivo non è semplicemente introdurre il prodotto nei fori, ma ottenere una distribuzione il più possibile uniforme e continua nella zona interessata dal trattamento, così da creare un’efficace barriera contro la risalita capillare dell’acqua.
Pressione e modalità di iniezione non devono essere considerate valori standard validi per qualsiasi edificio: vengono definite in funzione delle caratteristiche della muratura e delle condizioni riscontrate durante l’intervento.
Quale prodotto utilizza Drywallsystem per la barriera chimica?
Per la realizzazione professionale della barriera chimica contro l’umidità di risalita, Drywallsystem utilizza DWS 1000, un prodotto specificamente formulato per il trattamento delle murature interessate dalla risalita capillare.
DWS 1000 è formulato a base di polidimetilsilossani reattivi in emulsione, con fluidificanti, bagnanti e chelanti. Una volta iniettato nella muratura, il prodotto viene distribuito nella zona interessata dal trattamento con l’obiettivo di creare una barriera idrofobizzante che contrasti la migrazione dell’acqua attraverso la struttura capillare del muro.
L’applicazione professionale avviene mediante iniezione a pressione con apposite attrezzature e packer, secondo modalità definite in funzione delle caratteristiche della muratura.
Quanto tempo impiega un muro ad asciugarsi dopo la barriera chimica?
Dopo la realizzazione della barriera chimica, l’umidità già presente nella muratura non scompare immediatamente. Il trattamento ha lo scopo di contrastare l’apporto di nuova acqua per risalita capillare, mentre quella accumulata nel muro deve essere progressivamente smaltita attraverso il naturale processo di asciugatura.
I tempi di asciugatura della muratura possono variare sensibilmente in funzione dello spessore del muro, dei materiali, della quantità di acqua presente e delle condizioni ambientali. Per questo non è corretto indicare un unico tempo di asciugatura valido per qualsiasi edificio.
Durante questa fase è importante considerare anche la presenza di sali e intonaci deteriorati, perché gli effetti visibili dell’umidità possono permanere anche dopo che la risalita capillare è stata contrastata.
Tempi di asciugatura del muro dopo la barriera chimica?
Qui di seguito riportiamo i tempi indicativi di asciugatura naturale. I tempi effettivi possono variare in funzione della quantità di umidità presente, della porosità e composizione della muratura, della ventilazione, della temperatura e delle caratteristiche degli intonaci e delle finiture.
- Mattoni pieni – 30 cm: circa 12 mesi
- Mattoni pieni – 40 cm: circa 16 mesi
- Mattoni pieni – 50 cm: circa 20 mesi
- Pietra – 30 cm: 12 mesi o più
- Pietra – 40 cm: 16 mesi o più
- Pietra – 50 cm: 20 mesi o più
- Muratura mista – 30 cm: 12 mesi o più
- Muratura mista – 40 cm: 16 mesi o più
- Muratura mista – 50 cm: 20 mesi o più
Come asciugare più rapidamente un muro dopo la barriera chimica?
È possibile accelerare il processo di asciugatura della muratura utilizzando deumidificatori professionali ad alte prestazioni. Questi sistemi riducono l’umidità presente nell’ambiente e favoriscono una più rapida evaporazione dell’acqua ancora contenuta nel muro.
Drywallsystem utilizza sistemi professionali per l’asciugatura rapida delle murature, particolarmente utili quando non è possibile attendere i lunghi tempi dell’asciugatura naturale. Il trattamento può essere impiegato dopo la realizzazione della barriera chimica per ridurre i tempi necessari al risanamento e alla successiva esecuzione delle finiture.
La durata dell’asciugatura forzata viene stabilita in funzione di spessore della muratura, quantità di umidità presente, dimensioni degli ambienti e condizioni del cantiere (in generale per situazioni standard ci vogliono dalle 2 alle 3 settimane). Drywallsystem mette inoltre a disposizione il noleggio di deumidificatori professionali in tutta Italia, consentendo di utilizzare attrezzature specifiche per l’asciugatura dei muri anche direttamente in cantiere.
Intonaco: cosa fare dopo la barriera chimica?
Dopo la realizzazione della barriera chimica, è necessario valutare le condizioni dell’intonaco esistente. L’umidità di risalita può infatti trasportare e depositare sali nella muratura e negli intonaci, provocando efflorescenze, distacchi, rigonfiamenti e deterioramento delle finiture.
Un intonaco già fortemente degradato o contaminato dai sali può richiedere la rimozione e il successivo ripristino con un ciclo adeguato al risanamento della muratura. La barriera chimica interviene sulla risalita capillare, ma non elimina automaticamente i sali già accumulati nei materiali.
Prima di procedere con nuove finiture è quindi importante verificare lo stato della muratura, il livello di asciugatura raggiunto e le condizioni dell’intonaco, evitando di coprire prematuramente una parete ancora umida.
Quanto costa una barriera chimica contro l’umidità di risalita?
Il costo di una barriera chimica contro l’umidità di risalita non può essere determinato correttamente considerando soltanto i metri lineari della parete. Il prezzo dell’intervento dipende dalle caratteristiche della muratura, dal suo spessore, dalla quantità di prodotto necessaria e dalle condizioni operative del cantiere.
Una muratura molto spessa, irregolare o particolarmente umida può richiedere modalità e quantità di prodotto differenti rispetto a una muratura più semplice. Per questo Drywallsystem valuta preventivamente le caratteristiche dell’intervento prima di definire il costo.
È possibile richiedere a Drywallsystem un preventivo per la barriera chimica, fornendo le informazioni relative all’immobile e alle pareti interessate dall’umidità di risalita.
In alternativa, si può procedere con il preventivo online gratuito e senza impegno cliccando qui.
FAQ sulla barriera chimica contro l’umidità di risalita
Una barriera chimica correttamente progettata e realizzata contrasta la risalita capillare dell’acqua creando una zona idrofobizzata nella muratura. È però fondamentale che il problema sia effettivamente dovuto a umidità di risalita: infiltrazioni laterali, perdite d’acqua, condensa e altre forme di umidità richiedono interventi differenti.
I tempi di asciugatura della muratura dipendono soprattutto dallo spessore del muro, dai materiali, dalla quantità di acqua presente e dalle condizioni ambientali. Come riferimento indicativo, l’asciugatura naturale può richiedere circa un mese ogni 25 mm di spessore. Per ridurre questi tempi è possibile ricorrere a sistemi professionali di deumidificazione e asciugatura forzata.
Una barriera chimica correttamente realizzata è progettata per contrastare l’umidità di risalita nel lunghissimo periodo. Drywallsystem realizza interventi contro l’umidità di risalita dal 1979. E dopo 47 anni sono tutt'ora in essere.
No. La barriera chimica non è una soluzione applicabile indistintamente a qualsiasi muratura. Prima dell’intervento è necessario valutare materiali, struttura, spessore e condizioni del muro. Drywallsystem realizza il trattamento su murature idonee, come mattoni pieni, pietra, murature miste, tufo, calcarenite, poroton, arenaria, muro a sacco e muro romano definendo la tecnica di iniezione in funzione delle caratteristiche riscontrate.
Sì, nei punti interessati dalla foratura. Per realizzare la barriera chimica vengono eseguiti una serie di fori alla base della parete, necessari per inserire i packer e iniettare il prodotto nella muratura. Al termine dell’intervento i fori devono quindi essere chiusi e la superficie ripristinata.
Se invece l’intonaco presenta distacchi, deterioramento o una forte presenza di sali dovuti all’umidità di risalita, può essere necessario un intervento più esteso, con la rimozione delle parti compromesse e il successivo rifacimento con un ciclo adeguato.
Drywallsystem realizza la barriera chimica mediante iniezione a pressione. Alla base della muratura vengono praticati appositi fori nei quali vengono inseriti gli iniettori o packer; attraverso questi viene quindi iniettato il prodotto DWS 1000.
L’obiettivo è distribuire il prodotto nella sezione della muratura interessata e creare una barriera idrofobizzante continua capace di contrastare la risalita capillare dell’acqua.
Se invece l’intonaco presenta distacchi, deterioramento o una forte presenza di sali dovuti all’umidità di risalita, può essere necessario un intervento più esteso, con la rimozione delle parti compromesse e il successivo rifacimento con un ciclo adeguato.
No. La barriera chimica contrasta la risalita capillare di nuova acqua, ma l’umidità già accumulata all’interno della muratura deve essere progressivamente eliminata. Con l’asciugatura naturale possono essere necessari diversi mesi o addirittura anni, soprattutto in presenza di muri molto spessi.
Quando è necessario ridurre i tempi, Drywallsystem può affiancare alla barriera chimica sistemi professionali per l’asciugatura rapida delle murature, favorendo l’eliminazione dell’umidità (esempio il servizio noleggio di deumidificatori per il prosciugamento rapido in tutta Italia). residua.
Il costo di una barriera chimica varia in funzione delle caratteristiche dell’intervento. Tra i principali fattori incidono lunghezza e spessore della muratura, tipologia del muro, quantità di prodotto necessaria e condizioni del cantiere.
Per ottenere una valutazione riferita al proprio caso è possibile richiedere a Drywallsystem un preventivo, fornendo le informazioni necessarie sulla muratura e sul problema di umidità via email. Oppure effettuare la simulazione di preventivo di barriera chimica online.
Drywallsystem opera nel settore del risanamento delle murature dal 1979 e ha maturato 47 anni di esperienza negli interventi contro l’umidità di risalita. Una specializzazione costruita sul campo attraverso interventi su edifici e murature con caratteristiche differenti.
Per la realizzazione della barriera chimica Drywallsystem utilizza prodotti e attrezzature professionali, tra cui DWS 1000, applicato mediante sistemi di iniezione a pressione con packer. Ogni intervento viene valutato in funzione della tipologia, dello spessore e delle condizioni effettive della muratura.
L’esperienza Drywallsystem non si limita alla realizzazione della barriera: quando necessario è possibile intervenire anche sulla fase di asciugatura della muratura, utilizzando sistemi professionali per accelerare l’eliminazione dell’umidità residua.
In 47 anni di attività, Drywallsystem ha affrontato problemi di umidità di risalita in edifici con caratteristiche costruttive e destinazioni d’uso molto differenti. Gli interventi hanno interessato castelli, chiese ed edifici storici, ma anche ville, condomini, edifici pubblici, cascine, agriturismi e strutture commerciali.
Intervenire su una muratura storica richiede particolare attenzione, perché materiali, spessori e tecniche costruttive possono essere molto diversi da quelli degli edifici contemporanei. L’esperienza maturata su differenti tipologie di strutture permette a Drywallsystem di valutare la modalità di intervento più appropriata prima della realizzazione della barriera chimica.
Prima di realizzare una barriera chimica è fondamentale stabilire se l’umidità presente nella muratura sia realmente provocata dalla risalita capillare. Macchie, distacchi dell’intonaco e presenza di umidità possono infatti avere origini differenti e richiedere soluzioni diverse.
Drywallsystem offre servizi di diagnostica dell’umidità e delle murature, finalizzati a individuare l’origine del problema e a valutare le condizioni dell’edificio prima dell’intervento. La diagnosi consente di distinguere l’umidità di risalita da fenomeni come infiltrazioni, condensa o perdite, evitando di applicare una soluzione non adatta alla causa effettiva.
Intervenire su una muratura storica richiede particolare attenzione, perché materiali, spessori e tecniche costruttive possono essere molto diversi da quelli degli edifici contemporanei. L’esperienza maturata su differenti tipologie di strutture permette a Drywallsystem di valutare la modalità di intervento più appropriata prima della realizzazione della barriera chimica.
Tipologia di diagnostica/strumentazione: termocamera per termografie, droni per visionare luoghi inaccessibili, gas tracciate per individuare le perdite, igrometro per misurare l'umidità superficiale.